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La mobilitazione contro l’apologia al fascismo

On. Fabrizio Di Stefano: “Un onore non essere apprezzato dall’Anpi e dal suo strano concetto di Democrazia"

“Da due giorni sto assistendo a questa mobilitazione dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia) contro l'apologia del Fascismo” ha dichiarato in una nota l’On. Fabrizio Di Stefano.

“Mi stupisce, ma non mi offende, che l’Anpi di Chieti, in un comunicato, condanni una mia iniziativa della scorsa primavera volta a commemorare i settant’anni dalla nascita del Movimento Sociale Italiano e, nel dispregio, mi accomuni ai ragazzi di Casapound”.

Ha continuato l’On. Di Stefano, “Preciso quanto segue: non mi offende essere accomunato a quei ragazzi di Casapound che, proprio l’altro ieri, hanno pulito i monumenti della città di Chieti, imbrattati da quattro deficienti che, alla stregua dell’Anpi, si dicono mossi da ideologia Marxista.

Inoltre credo che neanche la vetusta età di alcuni componenti dell’Anpi, possa giustificare le demenziali affermazioni circa la mia manifestazione, volta a commemorare un Partito che, proprio in questa Regione, ha democraticamente eletto un Presidente di Regione che veniva dalle sue file, un presidente di provincia, il Sindaco più amato e più volte rivotato (3 volte) della città di Chieti e, nella città medaglia d’oro alla Resistenza, per due volte un Sindaco che veniva anche lui dall’MSI;  nel caso dei Sindaci Fosco e Cucullo, entrambi furono eletti la prima volta proprio con lista Movimento Sociale Italiano.

Evidentemente questi signori hanno un concetto ben strano della Democrazia, per ritenere che dei delinquentucci che imbrattano i muri della nostra città, ma sono ideologicamente di Sinistra, sono democratici e invece il popolo che democraticamente elegge alla carica un Sindaco o un presidente della provincia o un Presidente di Regione esponenti che hanno fatto la storia del MSI, sono il risultato del popolo bue e chi li ricorda, come il sottoscritto, è da deprecare.

Francamente provo per loro compassione; sono anacronistici, antistorici e hanno dimostrato una volta di più che con le loro azioni e con il loro operato portano disonore a quelle donne e a quegli uomini che nel segno della Democrazia e della libertà hanno sofferto e pagato con l’esempio e a volte con la vita il loro attaccamento a certi valori” ha concluso l’On. Fabrizio Di Stefano.

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