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Serietà politica!

di Tullio Parlante

Non si finisce di parlare - in campagna elettorale - di bassi toni e di poche promesse che subito siamo costretti a leggere e sentire dell'azzeramento del canone Radio-Televisivo.

Sarà perché i riflettori, all'interno della sala della politica, non debbano perdere quella luce irradiante che colpisce la nobiltà della politica?

Si è cominciato con la presenza di Di Maio al concerto di fine anno a Roma, dove rappresentanti del PD hanno sollevato un inutile polverone.

Ha fatto seguito il "prestito" del simbolo del C.D. di Tabacci al partito radicale di Emma Bonino. (da non dimenticare il passato quando il partito radicale lottava per ottenere il divorzio e la DC lo contrastava con ogni mezzo) 

Non ultimo, la promessa di annullamento della tassa del servizio pubblico nazionale RAI-TV che è stata la più odiata in assoluto.

Dal punto di vista popolare - quella dell'azzeramento del canone - è una bellissima notizia, ma, riflettendoci sopra, pare impossibile - per tantissimi motivi che avrebbero bisogno di molto più spazio per essere elencati - che ciò possa verificarsi.

Per cui, illudere i contribuenti non pare sia un atto dovuto e una cosa piacevole, anche perché, se ricevessimo un servizio accettabile/normale/culturale ecc... adatto a tutte le fasce di età, forse riterremmo giusto pagare questa tassa che permette a migliaia di famiglie di lavoratori avere un reddito mensile.

Queste promesse da marinaio, non potranno "spostare" nulla in termini di voti, in quanto l'elettore - il 4 marzo - il suo voto l'ha già memorizzato e concesso a chi ritiene abbia fatto qualcosa di buono nella pochezza di risoluzioni all'interno di quel vittimismo politico che ci trasciniamo da ben quattro Governi.

I primi attori della nuova compagnia che andranno a sedersi sugli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama, dovranno indicare prima le reali potenzialità del paese con cui si dovranno confrontare, non promettere mari e monti sapendo che poi tutto si farà meno quello promesso.

Tuttavia, se l'apertura del nuovo anno comincia così, che cosa ci dobbiamo aspettare in questi due mesi che seguiranno? 

D'altronde, abituati ad avere a che fare con un universo ventennale e oltre di promesse disattese, non possiamo che ricercare - all'interno del nostro profondo io - quella razionalità nell'individuare, oggi più di ieri, la scelta positiva e propositiva di quel voto oggettivo che non dovrebbe essere perso nei meandri del nulla, ma, avere quella condizione di forza nel servire a un miglioramento equilibrato all'interno di questo nostro modello di democrazia che comincia ad avere la funzione di un colabrodo.

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