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I sacramenti non possono essere scanditi dal tempo

di Tullio Parlante

Giorno 22 novembre 17, a Chieti scalo, presso la parrocchia di San Pio X alle ore 14,30 si è celebrato la funzione religiosa in favore della scomparsa del Cavaliere Mario Cirotti, nonché giornalista pubblicista iscritto all’ordine dei giornalisti dell’Aquila dal lontano 14.07.1975.

Chiesa gremita all’ inverosimile.

Rappresentanza dei Vigili del Fuoco di cui Mario ha vestito la divisa per anni. Rappresentanti dell’Associazione A.N.F.A.S. di cui il Cirotti era cofondatore. Mancava il labaro dell’A.v.i.s. (Associazione Volontari Italiani del Sangue) Comunale Chieti, che, per problemi logistici non poteva esserci, ma, c’era il Presidente dell’associazione a rappresentare tutti i donatori di sangue.

Finito la funzione, i rappresentanti delle varie associazioni hanno potuto esprimere un ringraziamento all’ indirizzo del defunto meno che il rappresentante dei donatori.

Nel mentre degli interventi, dopo aver chiesto a un collaboratore sull’ altare di Don Mauro Palmieri di poter esprimere un ringraziamento a questo grande uomo, la risposta, con il gesto della mano che indicava l'orologio, è stata che non era possibile in quanto i tempi si erano allungati da altri interventi.

Oltre l’amarezza che non mi ha permesso di poter esprimere una parola di “ringraziamento” a una persona che tanto ha fatto per gli altri avendo donato, nella sua vita terrena, oltre cento sacche di sangue, come cattolico, mi sono sentito mortificato nel non aver avuto la concessione di cinque minuti per rappresentare al meglio ciò che in vita è stato questo fantastico personaggio nell’ essere parte integrante del vero concetto di solidarietà.

Si possono capire i tempi rigidi di una partita di calcio, di un incontro di pugilato ecc….ma in chiesa credo non sia giusto e accettabile questa rigidità che va al di là di ogni singola parola cristiana. 

Non si vuole essere polemici in casa d’altri, ma, quando parliamo di Sacramenti e di interventi all’ interno della culla delle nostre radici cristiane, un po’ di tolleranza questi sacerdoti dovrebbero averlo, se non altro per il rispetto che merita chiunque si trovi chiuso in una bara.

Il non aver potuto esprimere il nostro ringraziamento a un fantastico personaggio, quale era Fernando, che con l'atto della donazione si è anche richiamato ai sacri valori evangelici, lascia un vuoto profondo all'indirizzo di tante persone che "magari" neanche sapevano che Fernando era parte integrante del concetto di vera solidarietà.

Seppur con amarezza, si ribadisce il concetto che la Chiesa - quindi le funzioni religiose in generale - non può essere legato al fattore tempo.

Anzi........dopo aver portato il contenuto di questa considerazione all'attenzione del nostro Arcivescovo Padre Bruno Forte, siamo stati liquidati con una semplice preghiera da offrire al defunto.

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