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“ALIGI SASSU. CATALOGO RAGIONATO DELL’OPERA SACRA”

di Kristine Maria Rapino

Presentato la settimana scorsa in anteprima al Museo d’arte Costantino Barbella il volume “ALIGI SASSU. CATALOGO RAGIONATO DELL’OPERA SACRA”, edito da Hoepli e curato dal mecenate e gallerista Alfredo Paglione.

L’incontro, moderato dal giornalista Luciano Di Tizio, presidente della Fondazione Immagine, ha visto l’intervento dell’arcivescovo di Chieti Mons. Bruno Forte e del critico d’arte Gabriele Simongini.

Poliedrica, la vasta produzione artistica di Aligi Sassu: dalla pittura all'affresco, dal mosaico all’incisione. Emblematica è la sua rappresentazione dei cavalli, che diventerà suo marchio distintivo. Anche il sacro, ricorda Simongini, “copre tutto il suo percorso creativo”.

“L’arte parla all’uomo del sovrumano”, scriveva Kandinsky.

Un legame indissolubile tra arte e sacro, dunque, anche per Aligi Sassu. Anno culmine proprio il 1941, durante la guerra.

L’artista sente l’esigenza di legarsi al sacro, come contraltare alla violenza.

“Il Cristo è l’immagine degli ultimi, una figura universale che unisce, che va oltre le divisioni”, afferma il critico.

Sassu, in particolare, si dedica alla crocifissione e alla deposizione.

“La debolezza di Dio lo rende quasi più attraente”, spiega Mons. Forte.

Elementi distintivi di Sassu, la simbolica dei colori e quella delle forme, aggiunge.

“ALIGI SASSU. CATALOGO RAGIONATO DELL’OPERA SACRA”,  Il rosso fiammeggiante e il giallo, il colore della divinità.

E la grande varietà di soggetti, un addensarsi di forme umane.

“La sinfonia della santità non è mai monocorde”, conclude Mons. Forte.

Come non lo è l’opera di Aligi Sassu, un inno costante alla vita e alla bellezza, anche nei momenti più drammatici.

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